Nel dibattito sulla system integration si continua a semplificare eccessivamente. Si parla di API, middleware, connettori, come se l’integrazione fosse una questione prevalentemente tecnica. Chi lavora su architetture enterprise sa che non è così.
Integrare sistemi significa governare la complessità che nasce dopo il collegamento: gestione degli errori, consistenza del dato, versioning, dipendenze implicite tra processi che nessun diagramma iniziale riesce a rappresentare davvero.
Le architetture di integrazione falliscono raramente perché “non funzionano”. Falliscono perché non reggono il cambiamento.
È lì che si vede la differenza tra integrazione tattica e integrazione progettata.